TITOLO: Storia di chi fugge e di chi resta
AUTORE: Elena Ferrante
EDITORE: Edizioni E/O
ANNO: 2013
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Storia di chi fugge e di chi resta è il terzo libro della serie de L’amica geniale  scritta da Elena Ferrante, e il romanzo prosegue la narrazione là dove si è interrotta con il secondo volume.
Siamo negli anni Settanta e, prossima alle nozze con Pietro Airota e autrice di un libro di discreto successo, Lenù (Elena Greco) decide di tornare a Napoli. Una volta rientrata nel rione, è come se tornasse indietro nel tempo, incontrando i compagni della sua infanzia e soprattutto Lila (Raffaella Cerullo), la sua migliore amica. Quest’ultima sta però subendo delle terribili condizioni di sfruttamento nella fabbrica in cui lavora gestita da Bruno Soccavo, vecchio amico d’infanzia. Sfruttata fino al deperimento fisico, Lila si convince a iscriversi al partito comunista per ribellarsi alla sua misera condizione, ma questa scelta scatena una sommossa popolare che la porta al licenziamento.  Oltre a questo, a rendere stancante la sua vita, c’è un malessere taciuto al medico e l’affaticamento.
Per proteggere l’amica, Lenù scrive un articolo di denuncia sull’Unità, attaccando la fabbrica di Bruno Soccavo, e la pubblicazione dello stesso le porta una piccola fama nei circoli giornalistici, ma l’imminente matrimonio con Pietro la spinge a tornare a Firenze. Nel frattempo Lila mostra un progressivo avvicinamento a Enzo, che diventa il suo fidanzato.
Dopo questa breve parentesi napoletana in cui le amiche si erano ritrovate, Lenù e Lila si perdono di nuovo e ognuna va avanti con la propria vita.

Nonostante Lenù si fosse ripromessa di prendere la pillola per non rimanere incinta, evitando così di distrarsi dal proprio lavoro, alla fine cambia idea e nasce Dede.
La maternità viene vista inizialmente come un’esperienza stupenda, a differenza di ciò che Lila le aveva sempre raccontato, ma Lenù comincia ad affrontare i primi problemi quando la bambina non mangia e il marito non si prende carico delle sue responsabilità di padre preferendo il lavoro alla famiglia.
Come naturale conseguenza, Lenù non riesce più a scrivere e mano a mano viene esclusa  dai circoli giornalistici di cui faceva parte; esasperata è costretta a chiedere aiuto alla suocera che prende subito in mano le redini della situazione.
Ma proprio quando le cose cominciano a migliorare, Lenù rimane incinta per la seconda volta. Lila ed Enzo cominciano invece a guadagnare di più lavorando come programmatori per l’IBM e potendo permettersi, di conseguenza, uno stile di vita migliore e offrire un futuro concreto a Gennaro. Ma il rione si fa pericoloso quando Enzo scampa per un soffio un tentativo di pestaggio e Gennaro, un giorno, dopo la scuola, sparisce misteriosamente ma viene subito ritrovato, Lila decide quindi di mandare il bambino a passare l’estate a Firenze da Elena, la quale sta però vivendo un periodo difficile. Con due bambine, infatti, tutti i tentativi di scrivere sfociano in un nulla di fatto e avverte che tutta la sua vita sta andando a rotoli fino a quando non ricompare Nino, il suo primo amore, incontrato per caso da Pietro in facoltà.
Il marito si affeziona talmente tanto a Nino da portarlo a casa offrendogli un tetto sotto cui dormire, ma con il passare del tempo questa convivenza diventa sempre più estenuante fino a quando i due innamorati non consumano il loro amore e Lila si decide ad abbandonare il marito e le figlie per fuggire con Nino.

Con questo terzo capitolo vengono messe in evidenza le implicazioni politiche della vicenda, assenti nei volumi precedenti, con la presa di posizione dei personaggi schierati tra fascisti e comunisti.
La Ferrante inoltre, con Storia di chi fugge e di chi resta, vuole affrontare il tema della maternità, una fase molto importante nella vita di una donna ma allo stesso tempo anche un ostacolo per la carriera. L’autrice ha voluto dunque riflettere sulla condizione della donna e sulle difficoltà che il suo stato comporta, ovvero, il fatto di conciliare la vita lavorativa con quella familiare.

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