Questa storia giunge a noi dalla Spagna, dove un bibliotecario ha dato vita a un bellissimo servizio per gli anziani, che mai come in questo periodo si sono sentiti così soli.

Questo progetto di vicinanza sociale prende il nome di “Biblioterapia per anziani” ed è nato presso la biblioteca Soto del Real di Madrid nel 2013 grazie alla partecipazione dei volontari, i quali si recavano presso le case di riposo per intrattenere gli gli anziani leggendo loro storie e favole, anche con l’accompagnamento di strumenti musicali. Con l’arrivo del COVID-19, però, il servizio è diventato ancora più necessario e si è trasformato da reale a virtuale, dato che per i volontari non è stato più possibile offrire il servizio in presenza.

Si è così deciso di dare un nuovo volto alla Biblioterapia, rendendolo un servizio telefonico settimanale: ogni volontario si accorda con un anziano su cosa preferisce che gli venga letto in base ai suoi gusti, e una volta alla settimana si tiene una sessione di lettura virtuale per un minimo 20 minuti.
Ogni anziano ha un suo volontario “di fiducia”, in modo tale che tra i due si possa creare un rapporto confidenziale e di amicizia.

Fonte: urly.it/399jp

A capo del progetto di lettura agli anziani e della biblioteca stessa vi è Juan Sobrino, il quale ha raccontato al quotidiano spagnolo El Pais:

Usiamo il telefono e i libri per combattere l’isolamento sociale, finché non si potrà tornare di nuovo a leggere dal vivo nelle residenze per anziani

Il programma è infatti rivolto soprattutto a chi vive nelle residenze e non può ricevere visite di familiari o amici.

Al momento gli utenti che usufruiscono del servizio sono 8, dislocati in 3 diverse residenze per anziani. Tra di loro vi è anche Chus López, una signora di 69 anni che vive in una casa di riposo di Madrid da tre anni. La donna ha raccontato a El País che le piace molto questo servizio e si fida ciecamente dei criteri di scelta del suo volontario che fino ad ora non l’ha mai delusa. Certo manca molto la possibilità di avere un contatto diretto:

È meglio perché li vediamo, applaudiamo e quando finisce la lettura beviamo con loro

Durante questa pandemia globale gli anziani sono di certo le persone più colpite e più fragili, e un servizio di questo tipo può sicuramente rappresentare per loro una fonte di gioia e di svago durante le loro interminabili giornate, che sono sempre uguali e che sembrano non finire mai.
Spero che questa storia possa essere una fonte d’ispirazione anche per i nostri bibliotecari; sarebbe bello offrire un servizio del genere anche ai nostri anziani che, come i bambini, hanno bisogno di essere accuditi e ascoltati, specialmente a Natale, specialmente nel bel mezzo di una pandemia.

Fonte: urly.it/399jq