Oggi voglio fare uno strappo alla regola: non vi parlerò di libri.
O meglio, loro ci saranno, ma inseriti in un contesto più ampio.

Ieri, mentre navigavo sui social, mi sono imbattuta in una bellissima notizia: “Giovani donne afghane sostengono l’esame di ammissione all’Università in spiaggia, neanche il Coronavirus le ferma!
Durante la lettura ho subito pensato…è questa la bellezza collaterale: donne che sono disposte a tutto pur di studiare, anche rimanere in attesa sotto il sole rovente, nel bel mezzo di una pandemia e senza avere nulla in tasca, solo un’insaziabile bisogno di cultura.

Fonte: Il messaggero.it

A quel punto sono andata a cercare la spiegazione dell’espressione “bellezza collaterale”, ricordandomi anche di un film (Collateral Beauty) incentrato sull’argomento, che a quanto pare ha coniato il termine.
Per bellezza collaterale s’intende la capacità di “vedere la luce in fondo al tunnel”, di trovare qualcosa di positivo anche nei momenti più bui, durante i quali ci sentiamo perduti e impotenti di fronte alle sfide che la vita ci offre.

Il Coronavirus è proprio questo: una sfida.
Un ostacolo che per molti di noi si sta rivelando insormontabile: una condanna per chi si è ammalato, una tragedia per chi il Covid ha strappato alla vita una persona cara, una sciagura per chi ha perso il lavoro.

A tutti voi vorrei dire: non arrendetevi, andate alla ricerca di ciò che la vita ha ancora di bello da potervi offrire, cercate la BELLEZZA COLLATERALE.

Io l’ho fatto ed ecco cosa ho trovato:

  1. Cresce la vendita degli ebook
  1. Cala lo smog e l’Himalaya torna visibile a 200 km di distanza: non succedeva da 30 anni
Fonte: Huffpost
  1. Netta diminuzione degli incidenti stradali
  1. Gli animali si riprendono i loro spazi
Beyond the BorderYoko Ishii
  1. Diffusione della bike economy: dopo il Coronavirus gli italiani salgono in bici
  1. Il fiume Gange, tra i 10 più inquinati al mondo, ora è temporaneamente balneabile

Ora spetta a voi vedere il bicchiere mezzo pieno.

Poiché ci troviamo in un blog che parla di lettura, voglio concludere queste riflessioni citando uno stralcio tratto dal libro “Il dono del silenzio” di Thich Nhat Hanh, monaco buddhista, poeta e attivista vietnamita per la pace:

“Trascorriamo parecchio tempo cercando la felicità
quando il mondo intorno a noi trabocca di meraviglie.
Essere vivi e camminare sulla terra è un miracolo,
eppure la maggior parte di noi sta correndo come
se esistesse un luogo migliore in cui andare.
La bellezza ci chiama ogni giorno, ogni ora, ma raramente
siamo nella posizione di ascoltare.
La condizione essenziale perché possiamo sentire
il richiamo della bellezza e rispondervi è il silenzio.
Se non abbiamo il silenzio dentro noi stessi – se la nostra mente, il nostro corpo, sono colmi di rumore – non possiamo udire quel richiamo.”