Marta, con la sua Civetta Azzurra, ci racconta come le librerie indipendenti della provincia lombarda stanno vivendo l’emergenza covid-19.

 

Quanti di noi hanno sognato di aprire una libreria? Di vivere circondati da libri, di dispensare consigli e di vedere la gratitudine nei sorrisi della gente quando essa stessa ritorna per parlare, commentare e condividere con te la stessa passione che sei riuscito a trasmettere?
Se hai seguito le interviste di Libri nel Mondo, probabilmente hai pensato anche tu almeno una volta a tutto questo come a un sogno.
Marta, dopo tredici anni di giornalismo culturale, ha deciso di assecondare il suo.

La Civetta Azzurra
La vetrina de La Civetta Azzurra

Sul sito de La Civetta Azzurra Marta racconta:

«Un giorno, alle mie figlie che chiedevano “qual è il tuo sogno nel cassetto, mamma?”, ho risposto: “Vorrei aprire una libreria per bambini”. Da quel giorno non ho avuto tregua; inseguita in ogni angolo, a ritmi alterni e serrati, da due figlie determinate a fare in modo che io realizzassi il mio sogno nel cassetto, ho deciso di farlo. Quarant’anni è l’età in cui pensi: o lo faccio ora o non lo faccio più. Così, per non far passare il treno l’ho preso.»

Logo Marta Pizzocaro de La Civetta AzzurraIl nome lo hanno scelto le sue due figlie, il logo, invece, l’ha disegnato su un tovagliolino di un bar un suo amico grafico, un giorno, mentre Marta gli raccontava il suo sogno visionario che in quel momento, di concreto, aveva solo il nome. Poi, finalmente, a ottobre 2018, l’apertura.

Oggi, nel 2020, siamo in piena emergenza Coronavirus.
In questo momento così difficile in cui si invita grandi e piccoli lettori a stare a casa (possibilmente leggendo), Marta, come tanti librai, lotta anche lei contro il virus, la paura e il continuo evolversi delle restrizioni dei lettori (e dei loro genitori) a San Martino Siccomario, piccolo comune satellite di Pavia.

Marta, partiamo dalla situazione attuale: come stai vivendo questi giorni di incertezza? Come ha reagito fin’ora la comunità che frequenta la tua libreria e che, soprattutto, partecipava alle attività che proponevi in libreria?

Oggi siamo chiusi, ma quelli prima del blocco totale imposto dal Coronavirus sono stati giorni diversi. Più lenti, quindi meno stressanti dal punto di vista dell’organizzazione, e il non poter ospitare eventi è stato penalizzante.
Normalmente La civetta azzurra ospita una media di quattro eventi a settimana, a volte anche di più, tra incontri, laboratori e corsi. Nessuno era preparato a una situazione del genere, quindi non è stato possibile pianificare nulla.
L’unica soluzione è inventarsi ogni giorno qualcosa per rimanere presenti anche sui social, per non scomparire.
La mia prima reazione, appena scattata l’emergenza, è stata proporre le consegne a domicilio, che hanno subito avuto una buona risposta e proseguono tuttora. Poi, in un’ottica di supporto alle famiglie, la condivisione di consigli di libri e l’idea di qualche attività da fare in casa. Insomma, tutto il patrimonio di know-how da libraia è stato messo ed è tuttora a disposizione. I miei clienti sanno come raggiungermi, anche fuori dall’orario di lavoro.
Leggere non ha orari, grazie a Dio.

Facciamo un passo indietro: ok, il sogno, ma è stato davvero così facile aprire una libreria per bambini e ragazzi?

Facile non lo è stato di certo. Di sicuro, quando hai quell’energia positiva che è tipica della voglia di cambiamento e si trasforma in adrenalina, diventa difficile fermare l’entusiasmo. Questo per dire che è stato difficile, ma niente sembrava impossibile. Io ero reduce da una delusione enorme, dovuta al fatto che dopo uno scritto splendido sono stata bocciata all’orale dell’esame da giornalista professionista. L’effetto, dopo un lungo tempo passato a studiare, tra lavoro e famiglia, è stato quello della “nausea” nei confronti di una professione che mi ha dato tantissimo in termini umani e di gratificazione (quelli economici lasciamoli stare), ma che, proprio sul più bello, mi ha tradito. E proprio in quel periodo sono incappata nella pubblicità del corso CLEIO (Circuito di librerie indipendenti per bambini che fa capo alla libreria Centostorie di Roma) “Aprire una libreria per bambini”. Mi sono iscritta, ho prenotato un B&B a Centocelle e un mese dopo ero a fare il corso. Poi tutto è stato velocissimo e magicamente ogni tassello si è incastrato alla perfezione. La parte più difficile è stata il locale: nessuno a San Martino Siccomario voleva affittare a una libreria per bambini, sembrava un business già in perdita. Poi ho trovato loro: una coppia, marito e moglie; un negozio appena ristrutturato in un palazzo del Settecento. Ed è stato amore. Bisogna vederlo per capire.

Che tipo di attività proponi?

Oltre a libri, perlopiù di case editrici indipendenti (ma non solo), e giochi educativi in legno, stoffa e carta, un ricco calendario di attività: laboratori per bambini, corsi per adulti, workshop con esperti, letture gratuite per le scuole e, in estate, un centro estivo con settimane a tema. Arte, scrittura, fumetto, ecc.

Le librerie indipendenti hanno ancora un senso anche nei piccoli centri: qual è il ruolo che ricoprono le librerie come la tua all’interno di un territorio, di una comunità?  

Credo che ogni libreria indipendente sia, in un piccolo centro o nel quartiere di una grande città, un importantissimo presidio culturale e di relazioni umane. La civetta azzurra ha clienti che ti aspetteresti, bambini e genitori, ma anche persone di altre età, più avanzata, che entrano per “fare due parole”, per chiedere consigli su un bel libro da adulti (“perché anche lei leggerà dei libri che non sono per bambini” mi dicono). E poi fa da punto di raccolta e di ritrovo per cose varie ed eventuali: occasionalmente, se serve, per consegna e ritiro di merce del GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), oppure per raccolta firme e raccolta fondi. Il concetto è che tutti sanno che ci sei, in quel posto e con quegli orari. E questo, oltre a essere utile, è umanamente bellissimo.

Come si integrano le attività che proponi con i servizi già presenti sul territorio (scuole e biblioteche) e con la comunità stessa (bambini, genitori, nonni, insegnanti e Comune).

Per quanto riguarda la scuola, La civetta azzurra offre una collaborazione che si concretizza in letture gratuite che i bambini e i ragazzi vengono ad ascoltare in libreria durante l’orario di lezione. Ogni anno cerco di trovare un modo sempre più idoneo per collaborare con la scuola. Non è facile, c’è un po’ di diffidenza, ma confido nel tempo. Molte insegnanti sono già parte della comunità della libreria. Insieme al Comune e alla Pro Loco di San Martino Siccomario, invece, organizzo ogni anno la rassegna di incontri in biblioteca “Libri in Libertà”, che si rivolge sia agli adulti sia ai bambini ed è una delle occasioni, per La civetta azzurra, di esserci al di fuori dei muri della libreria.

Marta Pizzocaro de La Civetta Azzurra
Marta Pizzocaro mostra uno dei suoi libri pop-up.

Tornando alle librerie per ragazzi, come funziona il settore e che differenza c’è con le librerie di catena e le librerie indipendenti generaliste. Il ruolo del libraio.

Quello della letteratura per bambini e ragazzi è un settore che negli ultimi vent’anni è cresciuto molto. Ora sta decisamente dando il meglio di sé. La fascia che ha in assoluto più scelta, sia in termini di quantità sia di qualità, è quella 0-8 anni.
Dai 9 anni in su ci sono molti bei libri, ma vanno cercati un po’ meglio perché, a mio parere, ci sono anche tanti libri noiosi. Quindi, in questa fascia, vanno moltissimo i generi Graphic novel (con Raina Telgemeier regina indiscussa del genere a livello internazionale e la coppia Sualzo-Vecchini a livello italiano), giallo, fantasy (Harry Potter,  ma anche Le cronache di Narnia) e poi divulgazione: scientifica, filosofica, sportiva, le grandi donne della storia, i grandi uomini ecc. Anche i miti sono una bella riscoperta, un po’ in tutte le fasce d’età.
In tutto questo, il ruolo del libraio è fondamentale: il libraio indipendente, che fa questo mestiere per passione, sceglie i libri uno a uno, li legge e a volte li recensisce. Insomma, il libraio, rispetto ad Amazon o alle librerie di catena, può offrire e raccontare al cliente tutte le pieghe della storia che non ci sono nella quarta di copertina.