Se ci avete seguito saprete bene che della famosa libreria Acqua Alta di Venezia ne abbiamo già parlato in passato. Ma considerando l’eccezionale ondata di maltempo che si è riversata sulla laguna veneziana alla fine dello scorso anno, abbiamo pensato di andare personalmente a verificare la situazione (potete trovare la diretta realizzata dal nostro Vince Cammarata sulla nostra pagina Facebook) e intervistare il proprietario nonché libraio Luigi Frizzo:

Vincenzo: Buongiorno Luigi, lieti di fare la sua conoscenza. Abbiamo deciso di venire a farle visita per sapere se la situazione si è ristabilita a seguito dell’eccezionale mareggiata dello scorso novembre che ha raggiunto il livello record di 187 centimetri. Ci può spiegare come avete affrontato la situazione e qual è la procedura standard che siete soliti adottare quando si verifica l’acqua granda?
Luigi: Buongiorno a voi. Più che affrontata direi che è stata subita perché la previsione è stata di 47 cm inferiore a quella comunicata. Noi abbiamo seguito alla lettera la procedura che usiamo in questi casi, ovvero alzare i libri ben sopra quella che è la comunicazione del centro maree, ma non ci aspettavamo una mareggiata simile.

Vincenzo: Possiamo immaginare che la situazione non dev’essere stata per niente facile. Ma è anche vero che avete ricevuto numerosi aiuti e manifestazioni di stima.
Luigi: Sì, siamo stati veramente molto fortunati perché centinaia di volontari, colgo l’occasione ancora per ringraziarli, ci hanno aiutato a sgomberare la libreria ed è grazie a loro che in breve tempo siamo riusciti a ricominciare a lavorare. Molte persone hanno fatto raccolte spontanee di libri usati e ce li hanno fatti pervenire. Anche la SIAE ha fatto una parte importante aiutando tutte le librerie e biblioteche di Venezia.

Vincenzo: Abbiamo anche sentito parlare della  bellissima iniziativa”Libri contro corrente” lanciata da tre giovani studentesse del corso di Graphic Design di IED Milano che hanno recuperato i vostri libri danneggiati per distribuirli ai propri compagni di corso e trasformarli in opere d’arte. I libri ora sono all’asta e il ricavato andrà a finanziare il recupero dei manoscritti della Fondazione Querini Stampalia. Lei che cosa ne pensa di questa iniziativa?
Voi cosa ne fate dei libri sommersi dall’acqua alta? Fate anche voi attività di riciclo?
Luigi: Beh, l’iniziativa è stata fantastica e le opere realizzate ancora di più.
I libri sono finiti quasi tutti al macero perché non potevano essere recuperati per la lettura mentre altri sono stati acquistati ad un prezzo simbolico per darci una mano.

Fonte: https://bit.ly/2Gh1XUc

Vicenzo: Tralasciando gli episodi di acqua alta, quali  sono le principali problematiche che una libreria come la sua è costretta a dover affrontare?
Luigi: Sembrerà assurdo ma la nostra grande popolarità porta un sacco di utenti a non essere clienti ma semplici visitatori o fotografi di Instagram.

Vincenzo: Mi sta dicendo che anche voi, pur essendo una libreria di grande fama e notorietà, state risentendo della crisi economica?
Luigi: Credo che siano in pochi a non risentire della crisi economica. Noi per fortuna lavoriamo abbastanza ma il lato economico non è proporzionato all’utenza. 

Vincenzo: Quali sono le vostre principali fonti di profitto? Vendete altre cose oltre ai libri?
Luigi: Si abbiamo una parte di merchandising che riguarda proprio la libreria ma quello che aiuta veramente è il libro usato.

Vincenzo: Di fronte alla chiusura di alcune librerie indipendenti, che consiglio si sente di dare ai suoi colleghi che, a causa di questo difficile periodo storico, stanno vivendo un periodo di grande difficoltà?
Luigi: Difficile dare un consiglio perché ognuno si deve adattare alla propria realtà. Il consiglio va alle persone: leggete che fa bene e possibilmente recatevi dal libraio evitando un acquisto online.