Si chiamava Davide Corsi il clochard “colto” del quartiere Marconi a Roma e “The time is gone, the song is over” (il tempo è passato, la canzone è finita) è il brano dei Pink Floyd che ha echeggiato lungo le navate della Chiesa dei Santi Aquila e Priscilla per celebrare il funerale tenutosi lo scorso venerdì.

Davide era un uomo di 53 anni nato da genitori italiani emigrati in Belgio. Aveva provato a fare tanti lavori, dall’assistenza agli anziani all’imbianchino, ma riusciva a trovare la felicità solo in mezzo ai libri, ed è proprio tra i poeti della Beat generation e i romanzi d’avventura che ha trascorso i suoi ultimi 15 anni all’angolo fra via Fermi e via Peano, conosciuto da tutti come “un lontano parente adottato, con discreto affetto e rispetto per la sua storia di vita”.
Così lo ha ricordato il presidente del Comitato di quartiere Enrico Pasini che, insieme ai tanti cittadini che hanno affollato la chiesa, ha raccolto la cifra necessaria per organizzare la veglia funebre.

Davide non voleva un’abitazione perché amava dormire sotto le stelle assistendo inerme all’avvicendarsi delle stagioni. Con il passare del tempo la gente ha cominciato a volergli bene dimostrando il proprio affetto in diversi modi: offrendogli da mangiare oppure dialogando insieme a lui su qualsiasi argomento; che fosse musica, cinema o arte Davide sapeva sempre cosa dire. Ma è stata la sua stessa passione per la vita all’aria aperta a stroncarlo, quando lo scorso 30 dicembre il freddo pungente gli ha provocato un malore che lo ha colpito senza lasciargli alcuna speranza.

La notizia della sua morte ha fatto rapidamente il giro del quartiere e dei social mobilitando il Comitato di quartiere.
“Questa vicenda ci ha resi tutti più umani. Per una volta i poveri non sono stati messi ai margini, ma sono riusciti a riunirci tutti”, ha spiegato Mario Mancini della Comunità di Sant’Egidio.
E Maria Cristina Nastari, carissima amica di Davide, non fa che ringraziarlo per questo: “Sei stata la mia ancora di salvezza, eri la mia famiglia, la mia casa”, ha scritto rivolgendosi a Davide che per ognuno aveva un sorriso o un libro da consigliare.

La passione di Davide per i libri era talmente grande che aveva deciso di mettere in piedi con qualche cartone una mini bancarella vendendo libri a 50 centesimi. In tanti volevano donarglieli ma lui voleva comprarli per leggerli e poi rivenderli.  Il quartiere ha dunque deciso di ricordarlo installando una Bibliocabina per il BookCrossing, così la gente potrà continuare a scambiarsi libri e magari sentire ancora la voce di Davide come se fosse ancora lì.