Iniziativa che contempla non tanto i libri in senso fisico ma brevi e semplici storie la troviamo in Francia, dove il sindaco della città di Grenoble ha presentato un’idea molto originale pensata più che altro per i cittadini che passano molto tempo in attesa alle fermate dei mezzi pubblici. Il fine è dunque lo stesso che sta alla base delle “biblioteche pubbliche” collocate alle fermate degli autobus; la differenza sta nel fatto che in Francia al posto delle “biblioteche” troviamo dei distributori automatici di storie e racconti.
Grazie a questo progetto non solo i tempi di attesa trascorrono più velocemente e piacevolmente ma l’obiettivo che vi sta a fondo è quello di “combattere” la dipendenza da smartphone.

Christophe Sibieude, il cofondatore della Start-up che si è occupata dell’iniziativa, ha dichiarato:

«L’idea ci è venuta davanti a un distributore automatico di merendine e bibite. Ci è venuto in mente che avremmo potuto fare la stessa cosa con letteratura popolare di qualità, per riempire questi piccoli momenti improduttivi».

I distributori automatici di storie brevi (“Short Story Dispenser”) funzionano infatti come dei veri e propri erogatori di bottigliette d’acqua o caffè: basta premere uno dei tre bottoni della macchinetta a forma di cilindro e attendere l’uscita di un foglio di carta a forma di scontrino che, a seconda del formato della storia selezionata (1, 3 o 5 minuti di lettura), può arrivare a un metro di lunghezza.

L’idea «è pubblicare racconti o poesie che si leggono in meno di venti minuti» spiega Quentin Pleplé, uno dei fondatori della piattaforma editoriale francese Short Edition che ha inventato i dispenser che erogano 500.000 micro-nouvelle di 16.000 autori tra debuttanti e classici, i quali ricevono un compenso per ogni storia stampata.

Pensati per ingannare l’attesa in stazioni, aeroporti e ospedali, attualmente sono stati istallati 150 distributori in Francia, tra cui l’aeroporto Charles De Gaulle, e una ventina negli Usa, fra i quali il primo nel Cafe Zoetrope del regista Francis Ford Coppola a San Francisco.

«È l’effetto pergamena – afferma l’editore Alberto Castelvecchi – toccare qualcosa di carta è veicolo di emozionalit. Un compagno di viaggio da tenere stretto tra le mani che provoca la sensazione fisica di quello che si sta leggendo».