Sempre rispettando i principi sui quali si fonda il BookCrossing nascono le biblioteche mobili che, oltre a favorire uno scambio di cultura, si pongono l’obiettivo di portare i libri in tutte quelle zone del Pianeta in cui il tasso di analfabetismo è ancora elevato.

Con lo stesso scopo si attesta la presenza di biblioteche mobili fin dalla metà dell’Ottocento. La prima di cui si ha notizia era attiva nel nord dell’Inghilterra, in particolare nella contea di Cumbria, nel 1857; si trattava di un carro trainato da cavalli gestito da un commerciante e filantropo di nome George Moore.
Ormai queste biblioteche le troviamo in tutto il mondo e progetti similari per fortuna ce ne sono tantissimi.

Comincerò a parlare delle biblioteche mobili partendo da Portland, dove i libri mettono i pedali grazie a “Books on Bike, un progetto della Seattle Public Library che prevede l’esistenza di un apposito team formato da sedici bibliotecari, i quali recapitano i libri a chiunque si trovi nell’impossibilità di recarsi in biblioteca. I numeri testimoniano il successo del progetto infatti sono 30 gli eventi annualmente raggiunti dai “ciclisti-bibliotecari”, per un totale di circa 1.500 persone che usufruiscono del servizio.

Si fonda sulla solidarietà anche “Street Books”, il progetto della professoressa Laura Moulton che tre volte la settimana carica la bici di libri e li offre in prestito ai senzatetto di Portland, senza chiedere loro alcun documento di riconoscimento.
Agli inizi la donna fu etichettata come un’ingenua perché, secondo l’opinione comune, era difficile che i clochard riconsegnassero i libri presi in prestito, ma a distanza di alcuni anni la gente dovette ricredersi, riscoprendo un mondo di senzatetto appassionati alla lettura.

Commenti