Don’t judge a book by its cover!

https://humanlibrary.org

Se ci pensate siamo dei libri anche noi…non trovate?
Ognuno di noi ha una propria storia e ogni giorno è come se fosse una nuova pagina che si va ad aggiungere al nostro libro personale.

Ci sono persone che sono dei “libri aperti“, proprio perché non celano niente e la spontaneità e ciò che li contraddistingue; altri individui, invece, assomigliano più a dei diari segreti: hanno un lucchetto e c’è bisogno di una chiave per aprirlo.
Esiste poi un’associazione no profit che permette alle persone di condividere il proprio vissuto con gli altri, con l’obiettivo di combattere gli stereotipi e difendere i diritti umani: si chiama Human Library e nasce nel 2000 a Copenaghen, in Danimarca.

Qui i libri sono le persone narranti, l’ascolto e l’incontro si traducono nel prestito, l’ascoltatore è il lettore, il catalogo è costituito da un abstract e da un titolo che sintetizza l’argomento della storia, e il mediatore tra catalogo e lettori è il bibliotecario.

I “libri umani” sono persone che si sono offerte volontarie per rappresentare un gruppo specifico della nostra comunità, offrendo la propria testimonianza su una tematica scottante che a volte rappresenta un tabù oppure viene semplicemente ignorata.
Queste persone vogliono combattere qualsiasi tipo di discriminazione mettendosi a nudo e rivelando ciò che sono al mondo intero. Si tratta a mio parere di un grande atto di coraggio e di solidarietà.

Ex tossici, disoccupati, musulmani, convertiti, veterani, prostitute, genitori single, persone affette da sindrome bipolare e da autismo, rifugiati, poliamorosi, naturisti, vittime di abusi e di violenze, senzatetto, alcolisti, sieropositivi, appassionati di body modification estrema: il catalogo di Human Library è ampio e in divenire.

Come sappiamo, prima e dopo la pubblicazione ogni libro necessità di iniziative promozionali finalizzate alla sua diffusione sul mercato, ed è proprio ciò che accade anche in Human Library.
I “libri umani” partecipano a numerosi eventi organizzati in diversi spazi e luoghi come le scuole, gli ospedali e ovunque sia necessario supportare l’attivazione o il potenziamento di eventi che lottino contro stereotipi e pregiudizi.
Il metodo è quello di creare uno spazio in cui due o più persone che non si conoscono condividono nell’arco di 30 minuti la loro storia.

Ad oggi l’organizzazione è presente in tutti i continenti, è coinvolta in attività presenti in più di 80 Paesi, e sostiene programmi ed iniziative per la raccolta di fondi a favore di tutti le persone emarginate e discriminate dalla società.

Chiunque abbia un’esperienza che si ritiene possa essere coerente con gli obiettivi di Human Library Organization può candidarsi per diventare volontario, ovvero “libro umano”. I volontari, una volta presentata la propria disponibilità al link https://humanlibrary.org/meet-our-human-books/get-published/, saranno presi in carico e indirizzati alle tante sedi virtuali e reali di biblioteche umane esistenti oggi nel mondo.

In Italia vi sono state nel corso di questi ultimi anni diverse iniziative legate all’idea danese della biblioteca umana, e chi fosse interessato può visitare il sito dell’associazione ABCittà (http://bibliotecavivente.org/en/events/) che sostiene chi vuole creare una Human Library.

Il primo convegno italiano sulle Human Library è stato inaugurato il 6 ottobre 2017 a Pistoia, nella Biblioteca San Giorgio. Nel 2015, grazie all’Associazione Culturale Pandora a San Giovanni Valdarno (AR), nasce la Human Library Toscana, una delle poche in Italia ad aver ricevuto il riconoscimento da parte dell’organizzazione internazionale.

Ringrazio Ivana per la segnalazione 😘