Cosa vogliono dire quegli acronimi e quelle parole inglesi che pullulano nei forum di scrittura e nei post dei professionisti dell’editoria? Se non siete sicuri della differenza fra una casa editrice a pagamento e una a doppio binario o se il concetto di pitch vi confonde, continuate a leggere l’articolo. Se poi in questo dizionario dell’editoria non avete trovato la spiegazione che cercavate, provate a guardare anche nel moderno dizionario dei libri: qui l’attenzione si sposta sul digitale e sui social, e potrete iniziare a avventurarvi nel mondo del marketing dei libri.

Dizionario dell’editoria: case editrici

parole dell'editoria

EAP/ no EAP

EAP è l’acronimo di editoria a pagamento. Le case editrici diventano entità ambigue che propongono agli autori contratti secondo i quali questi devono versare una cifra per vedere la propria opera pubblicata. Le case editrici tradizionali non chiedono all’autore né soldi né l’obbligo di comprare copie del proprio libro perché considerano la pubblicazione come un investimento.

Le case editrici EAP, invece, si reggono sui contributi che chiedono agli autori e questo genera un problema fondamentale: se hanno già un ritorno economico in tasca, che motivazione hanno di spingere per il successo dell’opera che hanno pubblicato? Nessuna; infatti il rischio è che la casa editrice si trasformi in una grossa stamperia che non si occupa di distribuzione. Le copie dei libri si accumulano così nei magazzini e non arriveranno mai in libreria, a meno che l’autore non si sia incaricato di occuparsi personalmente anche della distribuzione. È possibile infatti che oltre al pagamento di una somma “come contributo” debba anche vendere un certo numero di copie, molto spesso nel numero di 500.

Come riconoscere una casa editrice a pagamento? Questo è un discorso lungo che richiederebbe un articolo a parte. Se siete interessati fatecelo sapere e valuteremo se scriverne uno.

Casa editrice a doppio binario

Le case editrici a doppio binario sono ancora più difficili da riconoscere rispetto a quelle a pagamento perché sono un misto di editoria free e a pagamento. Per alcuni autori, infatti, non è richiesto alcun contributo per la pubblicazione, mentre per altri sì: quando questo accade significa che la casa editrice non crede abbastanza nel valore dell’opera che andrà a pubblicare e si tiene al riparo dalle possibili perdite con la richiesta di soldi all’autore più inesperto.

Self publishing

Pubblicare un libro non è facile, come dimostrato anche dalle insidie che nascondono alcune case editrici di cui abbiamo parlato sopra. Alcuni autori preferiscono dunque scegliere la strada del self publishing, cioè pubblicare da soli la loro opera. Come? In formato digitale. La piattaforma più grande e famosa per il self publishing è Amazon, che offre un gran numero di strumenti agli autori per autopromuoversi. Esistono interi corsi e libri di marketing per imparare a districarsi fra parole chiave, algoritmi e sconti di Amazon.

Spesso gli autori per pubblicizzare il lancio del loro libro lo offrono gratuitamente o quasi nei primi giorni, nella speranza di ricevere un buon numero di recensioni fin da subito. Altri invece entrano nel programma Kindle Unlimited: qui moltissimi dei libri presenti nell’abbonamento sono autopubblicati.

Dizionario dell’editoria: il manoscritto

parole dell'editoria

Manoscritto/dattiloscritto

Il manoscritto sarebbe ciò che l’autore invia all’editore per una valutazione che spera porti alla pubblicazione. Bisogna usare il condizionale perché il documento in digitale, o più raramente il plico cartaceo che si invia in sede, non sarà mai scritto a mano. Il termine manoscritto deriva da una convenzione antica, anche se è più corretto parlare di dattiloscritto che significa appunto “scritto a macchina”. Nella pratica le case editrici continuano comunque a usare il termine manoscritto per parlare agli aspiranti esordienti che possono così trovare nei loro siti sezioni come “Invia il tuo manoscritto”.

Cartella editoriale

La cartella editoriale è l’unità di misura in editoria. Quando si valuta un manoscritto non si parla infatti di pagine, bensì di cartelle editoriali; questo perché a seconda del tipo di formattazione il numero delle pagine può variare molto da testo a testo. Per esempio, se si scrivesse con margini di 4 centimetri e un font di 24 punti è chiaro che un testo sarebbe molto più lungo di uno con lo stesso numero di caratteri totali ma formattato con margini di mezzo centimetro e con dimensione dei caratteri di 8 punti.

La cartella editoriale è uno standard che prevede che ogni pagina contenga al massimo 1800 caratteri spazi inclusi. Le righe sono in tutto 30 e ognuna conta 60 caratteri.

Sinossi

La sinossi è il riassunto del contenuto del libro, sia che si tratti della trama di un romanzo sia che descriva il tema di un saggio. A differenza della quarta di copertina di un libro, la sinossi non deve lasciare col fiato sospeso perché deve fornire all’editore un’idea completa del libro che si trova fra le mani. Nel caso di un romanzo sarà quindi compreso anche il finale, mentre per un saggio deve essere chiara la tesi che si discute e le conclusioni a cui si è arrivati.

Pitch

Se lo scopo della sinossi è informare, quello del pitch è convincere. E in poco tempo. L’origine dell’espressione risale a Hollywood, quando a uno sceneggiatore o un regista poteva capitare di incontrare un produttore in ascensore e di doverlo convincerlo a finanziare il suo progetto tra un piano e l’altro. Tempo? Al massimo 100 secondi. Per questo motivo il pitch letterario deve essere corto (ad esempio mezza cartella editoriale) e riassumere l’unicità dell’opera: perché è diversa, qual è lo stile, cosa dovrebbe convincere un editore a pubblicare e un lettore a leggere proprio quel testo. È un esercizio difficile, eppure fondamentale per avvicinare gli editori. Il mondo va veloce e l’editoria si adegua.

Dizionario dell’editoria: le professioni dell’editoria

Che differenza c’è tra un editor e un correttore di bozze? Quanti tipi di editing esistono? È meglio rivolgersi a un editor freelance prima di presentare il manoscritto all’editore o si può fare tutto da soli? Queste domande aprono un mondo che non si può riassumere in poche righe. Le professioni dell’editoria saranno il tema di uno dei prossimi articoli.

Avete altre curiosità sulle parole dell’editoria?