Nel centro della Germania si trova la Turingia, una bella regione verde poco conosciuta dai turisti. Una delle città più incantevoli è Weimar, conosciuta per la Repubblica di Weimar, nata dopo la Prima Guerra Mondiale, e per il classicismo di Weimar, una corrente artistica portata avanti, tra gli altri, da Goethe. Qui le arti fiorirono nel Settecento grazie alla duchessa Anna Amalia che rese la città uno dei più importanti centri culturali d’Europa. Fu lei a volere la costruzione di una meravigliosa biblioteca in stile rococò, la cui sala più bella è proprio la Sala rococò (Rokokosaal) dalla caratteristica forma ovale e organizzata su tre livelli.

Fonte: https://urly.it/34mqd

I suoi tre piani sono una vera “casa per i libri” che si dispongono tra statue e quadri, come nei salotti delle ricche residenze nobiliari del tempo.
Una trentina di anni dopo la creazione delle biblioteca, i volumi di letteratura, poesia, religione, storia, musica e altro ancora raggiungensero già il numero di qualche decina di migliaia e il duca Guglielmo Ernesto di Sassonia-Weimar decise di affidarne la direzione a Goethe, già membro del governo, oltre ad essere confidente e amico della duchessa.
La biblioteca si ingrandì sempre di più fino a ospitare un milione e mezzo di opere tra volumi a stampa, atlanti, manoscritti e mappamondi: un patrimonio così importante da far entrare, a partire dal 1998, la biblioteca nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO come parte degli edifici denominati Weimar classica.

Foto di Chiara Torrisi

Tuttavia, all’inizio degli anni Duemila, più precisamente nella notte del 2 settembre 2004, questo prezioso patrimonio rischiò di andare distrutto per sempre a causa di un incendio, la cui origine è ancora oggi sconosciuta, che scoppiò tra le capriate di legno del soffitto della biblioteca. Fuoco che si faceva largo tra pareti di carta? L’entità della catastrofe fu subito chiara a tutti e il cielo sopra Weimar si tinse di un rosso spettrale.
Anche se i soccorsi arrivano presto, i volumi distrutti furono 50.000 e altri 118.000 furono danneggiati in modo più o meno grave dal fuoco, dal calore, ma anche dall’acqua gettata per spegnere le fiamme.
I libri deteriorati vennero considerati persi come quelli carbonizzati, perché erano diventati un unico blocco di carta nerastra, ormai impossibili da aprire. Sembrò non ci fosse nulla da fare, eppure un gruppo di restauratori non si arrese.

Fonte: Enrico Herzel / CC BY-SA (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)

Vista la fama della biblioteca, si attivò in breve tempo una raccolta fondi per restaurare i volumi che intanto erano stati portati al sicuro. I restauratori usarono delle “casette per compressione”, nelle quali inserirono più fogli di carta con tracce di bruciature, e poi immersero le cassette in un composto a base di acqua per lavare via la cenere. Il processo continuò impiegando anche la carta giapponese sulla quale si adagiarono i fogli, poi pressati, asciugati e digitalizzati.  Infine, i restauratori rilegarono le pagine per formare nuovi volumi che ora si possono sfogliare senza apportare danni alle pagine.

Fonte: Dr. Bernd Gross / CC BY-SA 3.0 DE

I restauri dopo l’incendio coinvolsero anche la Rokokosaal, che da bianca e oro divenne grigia e nera.
Nel 2008 la biblioteca ha riaperto al pubblico, integrando nel percorso di visita i video che raccontano dell’incendio e del restauro dei libri; il secondo video si trova anche su YouTube, anche se solo in tedesco. L’abilità dei restauratori e dei laboratori coinvolti (27 in tutta Europa) ha permesso di trasformare la narrazione dell’incendio da pura e semplice disgrazia a modello di recupero di libri danneggiati da fuoco e acqua, anche contro i pareri che erano arrivati a definire il tentativo di restauro addirittura “stupido”, come nel caso del Berliner Zeitung, perché consideravano impossibile ottenere un risultato soddisfacente.

La biblioteca della duchessa Anna Amalia è una delle più belle della Germania e d’Europa: se ami i libri e hai intenzione di passare da Weimar questa è una tappa che non può mancare nel tuo itinerario!
Se poi vuoi saperne di più su questo angolo di Germania dimenticato dai turisti, scopri la Turingia consultando questo articolo.

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