A Torino, in via Boston 30, esiste una libreria chiamata Gulliver, parte integrante del Consorzio COLTI (Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti) composto da 17 soci con altrettante librerie, il cui scopo principale consiste nel «favorire lo sviluppo dell’attività dei suoi associati offrendo loro maggiore visibilità e autorevolezza».

Io e Vincenzo ci siamo recati alla Gulliver agli inizi di febbraio e, inaspettatamente, siamo capitati nel bel mezzo del cambiamento: Claudio Aicardi, fondatore della libreria nel lontano 1981 ed ex presidente di COLTI, consegna la gestione della sua “amata creatura” a Stefania Bellitti, che fa parte della Gulliver dal 1996 (lei stessa si definisce un “pezzo dell’arredamento”), Mirko Bedogné e Rosanna Gallo, i nuovi e motivati soci.

Abbiamo chiesto alla nuova squadra Gulliver cos’è per loro una libreria indipendente:

Stefania: Per me una libreria indipendente (questa libreria in particolare) è sinonimo di comunità. C’è una forma di accoglienza che tutte le librerie indipendenti hanno e che non si replica con facilità da altre parti ed è questo l’elemento che ci salva, perché in questo modo diventiamo un punto di riferimento per i lettori. Per me le parole chiave di ciò che una libreria indipendente deve essere sono: accoglienza, ascolto ed equità.

Rosanna: Una libreria indipendente ha la possibilità di offrirti qualcosa di diverso se ti dà anche quel qualcosa di comune che hanno tutti gli altri.

Mirko: La libreria indipendente deve essere uno spazio fisico dove è possibile incontrare anche l’altro diverso da te.

La Gulliver si può quindi definire un luogo di aggregazione, poiché riesce a mettere in contatto persone diverse che hanno l’interesse comune per la lettura, anche attraverso numerose iniziative sia all’interno sia all’esterno della libreria. Tutta la città di Torino, infatti, è molto attiva in questo senso, grazie alle molteplici iniziative collettive delle librerie torinesi, in particolar modo “Portici di Carta” in autunno e “Torino che legge” in primavera; i due appuntamenti principali che hanno luogo nelle piazze della città, ma anche nei pressi delle librerie e delle scuole nel caso di “Torino che legge”. Oltre al Salone del Libro!

Nello specifico, la Gulliver è legata al progetto di promozione della lettura nato su questo territorio, “Leggermente”, grazie alla cooperazione della libreria con Biblioteche Civiche Torinesi e Cascina Roccafranca, la casa di quartiere di riferimento. “Leggermente” nasce circa dieci anni fa con la formazione di alcuni gruppi di lettura che, in rete tra loro e con l’aiuto dei promotori, hanno cominciato ad autogestire una rassegna annuale di presentazioni librarie dall’ideazione alla preparazione e alla presentazione del libro stesso durante l’incontro finale con l’autore. Il progetto si è poi allargato anche alle scuole e alle famiglie con la sezione “Leggermente in Classe” e “Leggermente in famiglia“, estendendosi di anno in anno ad altri quartieri, biblioteche e case di quartiere.

Tutto ciò si sviluppa, dunque, all’interno di una realtà molto vasta dove il contatto umano con gli altri è fondamentale, un contatto che ad oggi, 21 marzo 2020, è venuto meno.

Nell’arco di un mese dalla nostra visita, infatti, è cambiato tutto. Ora la Gulliver, così come tutte le librerie italiane e l’Italia intera, deve fare i conti con un nemico invisibile: il Coronavirus.
Il Covid-19 si è insediato nelle nostre vite all’improvviso, cambiando ogni nostra abitudine, anche quella delle librerie che sono state costrette a chiudere i battenti in seguito al decreto dell’11 marzo firmato dal Presidente del Consiglio.
I giorni antecedenti al decreto in questione, la Gulliver, così come tutte le librerie del consorzio COLTI e molte altre librerie italiane, si è mobilitata con iniziative collaterali come la consegna dei libri a domicilio in bicicletta, annullando, allo stesso tempo, tutti gli eventi che potevano costituire un rischio.

Fonte: Pagina Facebook Libreria Gulliver

Ora non ci resta altro che attendere la fine di questo periodo così difficile, nella speranza di tornare il prima possibile a riprendere in mano le nostre vite.

Sono sicura che sarà tutto diverso quando ne usciremo, ogni piccolo gesto o comportamento assumerà una connotazione differente, anche entrare in una libreria indipendente come questa e incontrare quei volti che hanno sempre saputo garantirti quella certezza che oggi ci auguriamo tutti: “andrà tutto bene”.